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Biografia

Maria Maddalena Tuccelli, nativa di Gaeta, vissuta e cresciuta a contatto con la natura, tra mare e campagna, a quattordici anni grazie alla liberalità dei genitori, poté recarsi a Roma per poter intraprendere gli studi artistici da lei profondamente desiderati.

All’Istituto d’Arte di Roma ha frequentato la sezione di ceramica ove ha avuto come insegnante Leoncillo Leonardi che “le dischiuse le porte di un mondo sconosciuto”.

Successivamente presso la Scuola dell’Arte della Medaglia della Zecca di Roma si è “specializzata nell’incisione originale dei coni, avendo come docente Mario Baiardi, incisore di carta moneta presso la Banca d’Italia”.

Fondamentale l’incontro con il Professor Lino Bianchi Barriviera, noto acquafortista e incisore all’Accademia di Belle Arti di Roma, autore de “L’incisione e la stampa originale. Tecniche antiche e moderne” (Neri Pozza Editore, Vicenza 1984), egli la introdusse nel campo dell’incisione; negli anni successivi con alcuni incisori del Centro Filatelico e Arti Grafiche ha sperimentato le varie tecniche incisorie.

Assunte nel 1973 all’istituto Poligrafico e Zecca di Stato, inserita nel Centro Filatelico e Arti Grafiche, ha avuto la possibilità di elaborare e ideare bozzetti per francobolli per le Poste Italiane, Poste Vaticane e Repubblica Somala. Successivamente ha coordinato il Centro Filatelico e Arti Grafiche ed è stata inserita come docente alla Scuola dell’Arte della Medaglia della Zecca di Roma.

Maria Maddalena Tuccelli ha studiato e usato differenti tecniche come “l’acquaforte, l’acquatinta, ma quella che prediligo di più è l’incisione a bulino, perché per me è come eseguire una piccola scultura in piano, poiché si interviene nello stesso segno più volte e con l’aiuto del monocolo, si ha la sensazione di entrare in un microcosmo, e questo mi dà piacere e soddisfazione, soprattutto se si ascolta buona musica”.

Il suo approccio all’ex libris è dovuto all’esperienza derivatale dalla sua professione di bozzettista filatelica, “in quanto al Poligrafico e Zecca dello Stato veniva richiesta una tecnica incisoria molto precisa per l’esecuzione dei francobolli calcografici, in quanto valore dello Stato, contro la falsificazione”.

La sua presenza in campo filatelico, ove tutti i francobolli calcografici vengono incisi a grandezza naturale, la porta all’abitudine di incidere superfici molto piccole e gli ex libris continuano a darle questa opportunità.

Delle sue numerose opere in campo filatelico, oltre un centinaio, citiamo una per tutte il francobollo, oggetto di tre differenti emissioni nell’ambito del processo di integrazione monetaria europea lira/euro, appartenente alla serie ordinaria “La Donna nell’Arte” che raffigura un particolare de “Il banchetto di Erode e la Danza di Salomè” uno degli affreschi del coro del Duomo di Prato, realizzato da Filippo Lippi.

Opera nel campo della grafica libera e, da un decennio, ha trasferito la sua esperienza incisoria anche nella piccola grafica; risale infatti al 2000 il suo primo ex libris realizzato per il Concorso indetto dal Centro Stendhaliano dedicato a M. Beyle. Tutti gli ex libri che realizza sono eseguiti esclusivamente a bulino.

L’ex libris ove si “diverte a far sposare la parte grafica con il lettering… è uno strumento di comunicazione tra il bibliofilo e i suoi libri, è come una chiara testimonianza della propria esistenza”.

Sa esprimere in spazi limitati complesse composizioni, attenta alla scelta degli elementi, alla stesura dei segni, al loro rinforzarli, possiamo apprezzare la minuzia, la precisione e la finezza dei tratti, ne è esempio l’ex libris dedicato alla Tipoteca Italiana; qui vari sono i momenti confluenti nella composizione: il volto di Gutenberg, la costruzione della lettera di Fra Luca Paioli, la lettera A fa parte delle fonti della famosa Bibbia, mentre la lettera G indica Gutenberg, all’interno del torchio tipografico è inserita la data della fondazione della Tipoteca, i numeri sono decorativi e i particolare degli elementi floreali fanno parte della Bibbia originale.

Si evidenzia dalle sue opere un rigore che non concede spazio alla casualità, la mano è guidata dal sentire, dalle emozioni percepite che la mano trasmette sulla lastra, ove il segno continuo, sottile, traccia i contorni dell’immagine.

Una compenetrazione tra fantasia e “incisione lineare” ci accompagna negli ex libris dedicati al mondo delle fiabe o delle rimembranze dantesche.

Notevoli le capacità espressive e descrittive, come possiamo osservare nell’ex libris di Giuseppe Capasso ove raffigura una figura immaginaria, con un tratteggio diagonale indipendente dal contorno, potrebbe essere Lady Godiva, in groppa ad un cavallo, delimitata dagli angoli speculari che giocano all’interno dell’immagine alternandosi tra il giorno e la notte.

La composizione dell’ex libris dedicato nel 2006 alle “Paralimpiadi” ove le figure centrali rappresentano il logo ufficiale della manifestazione e con sensibilità ci fa partecipi della realtà dei disabili, mentre quella dell’ex libris realizzato per “Pechino 2008” ci fa partecipi della profondità delle sue ricerche, aliene da un’improvvisazione ad effetto, sia nei riferimenti al mondo cinese che ai loghi riferiti alle diverse attività sportive.

Notevole la metamorfosi che sa imprimere all’immagine, intesa non come composizione di derivazione arcimboldiana, ma come momento di conoscenza e di esternazione della bellezza rappresentata dai cinque anthurium che circondano il lato destro di un volto in estasi teso verso orizzonti lontani e/o fantastici, come possiamo osservare nella grafica libera oggetto della tessera eseguita per l’anno 2005 per i soci AIE.

Maria Maddalena Tuccelli, padrona della tecnica dell’incisione a bulino, ci si presenta ricca di estro, con un bagaglio culturale non indifferente che affonda le sue radici nella tradizione dell’arte incisoria, permettendole di raggiungere le mete più alte dei virtuosismi nel campo della tecnica prediletta.

Gian Carlo Torre

Storico dell’ex libris

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